CSA Officina Rebelde

Via Coppola 6, 95131, Catania

27-05-2024

Report attività sportello sociale 2023

Il 2023 è stato l’undicesimo anno di attività dello Sportello Sociale del C.s.a. Officina Rebelde. Il contesto è stato segnato dal governo Meloni che, dopo avere disarticolato il reddito ha proceduto a dare il via ad una diffusa caccia al migrante, nell’ambito della quale abbiamo visto numerosi raid polizieschi nel quartiere di San Berillo, con una intensità senza precedenti. Nel frattempo il meccanismo inflattivo generato dalla gestione neoliberista delle crisi pandemiche e militari ha continuato a ricacciare milioni di persone sotto la soglia di povertà, decine di migliaia nel nostro territorio.

A Catania, come prevedevamo nello scorso report, è stata confermata dalle urne una amministrazione di destra, la quale ha provato a risolvere i problemi economici della Città agganciandola al ciclo di appalti Pui-Pnrr per ottenere fondi a cascata e mettere in moto i meccanismi di welfare mafioso e speculativo tipici del mercato immobiliare locale.La solita strategia della destra al governo a Catania, sommata ad una ipertrofia del mercato turistico che si gonfia rischiando di inghiottire l’intero tessuto sociale di interi quartieri del centro mentre le periferie sono investite non solo dall’assenza dello stato ma da una necrosi quasi totale di ogni forma di vita civile e da una crisi del piccolo commercio.

La maggior parte delle soggettività che si sono rivolte allo Sportello nel 2023 son persone maschilizzate, in termini percentuali il 65% dell’utenza, rispetto alle altre persone femminilizzate o non binary. Con, dunque, una tendenza alla diminuzione della utenza femminile che l’anno precedente si attestava al 42%.

Rispetto all’anno precedente, il 2022, l’utenza di persone di origine straniera è diminuita passando dal 47 al 33%. Questa differenza è dovuta però principalmente al fatto che dentro il C.s.a. si è aperto, a cura di una altra associazione (Progetto Diritti) un altro Sportello che è specifico per i permessi di soggiorno e parte dell’utenza viene dirottata lì. Lo Sportello stesso, comunque, si svolge in continua collaborazione con l’associazione Gambian Youth, sorta a San Berillo e spesso presente alle sedute di Sportello.

Prevalentemente l’utenza migrante proviene da Stati dell’Africa subsahariana, come Senegal e Gambia, oppure dal Marocco. L’utenza straniera è quasi totalmente maschile. In generale, il 65% delle persone risiedono a Catania. Il 15% delle persone invece viene dalla provincia di Catania/Hinterland. E’ interessante notare come tra le persone di origine straniera che si sono rivolte allo sportello, quasi tutte risiedono in zone centrali della città di Catania. Riguardo all’attività lavorativa svolta dall’utenza il 26% sono lavorator* autonom(di cui circa la metà irregolari), un altro 26% sono lavoratori-trici- subordinat*, il 23% sono disoccupat*. Quasi inesistente la componente studentesca.

Il 27% dell’assistenza richiesta era legata a questioni riguardanti il diritto all’abitare, ad esempio sfratti imminenti, o ricerca di soluzioni abitative. Un’altra grande fetta del* utenti (19%) si è rivolta allo Sportello per problemi legati al diritto del lavoro, per il reddito di cittadinanza (15%) e per problemi legati al permesso di soggiorno (10%). Tutte le persone disoccupate sono di nazionalità italiana, invece quasi tutte le persone di nazionalità straniera sono lavoratori o lavoratrici subordinat*. In linea di massima si confermano le motivazioni di accesso allo sportello inerenti l’anno precedente.

Secondo la nostra valutazione i dati presentati mostrano come all’emergenza pandemica si sia sommata con continuità la crisi inflazionistica con perdita di potere di reddito ed acquisto da parte delle componenti lavoratrici e subalterne della società Un dato da rilevare è come dentro la disgregazione creata dalla macchina da plusvalore del centro storico stia maturando una classe operaia “nera” che vive ai margini degli scintillanti locali, degli immobili destinati al turismo che assorbono il suo lavoro e lo rigettano nelle tasche dei ricchi della città.

Anche questo anno ma con più decisione che negli anni precedenti, noi sosteniamo l’autorganizzazione ed i progetti sociali sorti attorno alle comunità che resistono alla crisi. La Gambian Youth, la Cooperativa Dokulaa, entrambe frutto del’iniziativa di gruppi di migranti, sono solo esempi delle potenzialità che sul campo della crisi e dell’aggregazione mutualistica vorremmo aiutare a svilupparsi. La sfida del presente di crisi è stata da noi accettata anche per il prossimo anno, porteremo nel 2024 e nei prossimi anni avanti le istanze di giustizia sociale di cui il proletariato meticcio che anima l’esperienza dello Sportello è portatore.

Anche questo anno noi lavoreremo perché crescano anche le alternative.