CSA Officina Rebelde

Via Coppola 6, 95131, Catania

03-12-2019

CONTRO LA REPRESSIONE. REPORT ASSEMBLEA DEL 27 NOVEMBRE AL C.S.A. OFFICINA REBELDE

Mercoledì 27 Novembre, assieme a compagni ed a compagne di varie altre realtà, ci siamo riuniti al C.s.a. Officina Rebelde per discutere del preoccupante livello repressivo che sta investendo le nostre città ed i nostri quartieri. Le perquisizioni avvenute negli ultimi giorni al C.s.a. Officina Rebelde e le intimidazioni portate avanti dalla Digos nei confronti dei suoi attivisti sono solo la punta dell’Iceberg di un fenomeno che oramai investe tutta la società. Se i quartieri popolari, ed in particolare San Berillo che è sotto attacco perché ospita soggettività migranti ed è di ostacolo ai progetti di speculazione e gentrification delle nostre elites locali, sono oramai oggetto di una guerra repressiva totale, nella quale e per la quale qualsiasi attività diventa reprimibile: dalla vita di strada, al tenere aperto uno spazio sociale per fare un concerto, all’avere una piccola attività commerciale.

Un dato sul quale abbiamo trovato modo di convenire tutte e tutti durante la discussione è quello che ci dice come le forze poliziesche puntino ormai da anni da nord a sud ad attaccare le organizzazioni politiche militanti con denunce, arresti e sanzioni pecunarie impagabili . In questo senso ribadiamo ancora una volta la nostra solidarietà a l’Asilo di Torino ed a tutte e tutti gli arrestati, con ogni scusa, in questi mesi;

Ma le attività repressive e poliziesche non si sono fermate qui, hanno fatto un salto di qualità investendo la vita privata dei singoli e degli attivisti.

In questo senso vanno viste le vergognose segnalazioni fatte dalle forze di polizia negli ultimi anni agli ordini professionali ed alle istituzioni scolastiche, con l’intento di intimidire chi non si piega al clima di fascismo sociale imperante in questo paese. Questi atti vanno denunciati pubblicamente e chi si spende con le proprie parole e con il proprio corpo contro il fascismo va difeso dai compagni, dai propri ordini professionali e dai sindacati di categoria;

Ma la repressione non si ferma qui, va molto oltre quanto avessimo mai potuto immaginare anni fa: invade le scuole e non solo quando scendono compatte in protesta per le proprie vertenze o a sostegno dei movimenti sociali, ma nella propria attività ordinaria. Oramai a Catania non passa giorno che le forze di polizia non perquisiscano qualche scuola alla ricerca di studenti che fumino spinelli o, addirittura, anche solo sigarette. Questa vomitevole vergogna è posta in atto con un fine ben preciso: educare studenti e studentesse a subire passivamente, fino dai loro momenti formativi, ogni forma di prevaricatorio e pervasivo controllo sociale poliziesco. Qui si vede come questi controlli non siano solo meramente repressivi: essi sono performativi e, cioè, contengono in sé il progetto educativo di una società senza conflitti che, quando non riesce ad eliminare i docenti ribelli, si sostituisce ad essi.

L’assemblea non si è voluta dare orizzonti di mobilitazione, ha voluto costituire solo l’occasione preziosa di una riflessione condivisa per potere sedimentare strategie d’azione condivise.

I compagni e le compagne del C.s.a. Officina Rebelde hanno voluto ribadire come, se ci si vuole opporre a queste iniziative repressive, bisogna trovare ed individuare un momento di grande valore simbolico nel quale si possano incrociare le esigenze delle avanguardie e quelle di composizione sociali più amplie;

Altri compagni ed altre compagne hanno suggerito che una buona occasione per rilanciare il tema potrebbe essere quella dell’anniversario della strage di Piazza Fontana, legando profondamente il tema della memoria di un periodo così buio a quello attuale, che presenta analogie inquietanti con il presente.

Noi, aspettando di costruire nuovi appuntamenti e nuove mobilitazioni e di valutare tutte le proposte avanzate, per adesso possiamo dire che, collettivamente, rimaniamo determinati a portare avanti il nostro lavoro di aggregazione sociale e popolare dal basso senza lasciarci in alcun modo intimidire dalle denunce poliziesche e da pressioni di alcun genere.

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